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Linda Acosta
Linda è moglie, madre, insegnante. Come succede a tutti, anche lei ha ricevuto qualche schiaffo dalla vita, uno dei quali è stato il tumore al seno nel 2000. Tuttavia, proprio tramite quell’esperienza devastante ha conosciuto molte altre donne nella sua stessa condizione, determinate a vivere, e così ha iniziato il Dragon Boating. L’ha fatto per alcuni anni, e nel 2002 a Roma ha partecipato al “Campionato Internazionale di Club Crew’, dove ha conosciuto Orlanda Capelli, una donna piccola ed esuberante, che stava dandosi da fare per creare la prima squadra italiana di donne sopravissute al tumore al seno, “Pink Butterfly”. Poi, nel 2004 a Cape Town in Sud Africa, c’è stata un’altra straordinaria occasione, il campionato dei “Club Crews”. Linda è molto contenta di ritornare in Italia per allargare la sua cerchia di amiche sopravissute al tumore del seno, che si impegnano nella lotta contro il cancro e che prendono la vita “come un toro per le corna”.

Shiela Blair
Sheila è felice di partecipare alla Vogalonga 2009 insieme alla squadra Forza Rosa e di conoscere le due squadre di Venezia e di Firenze. Il tumore al seno le fu diagnosticato ed operato nel 1990, e per fortuna da allora non ha più avuto problemi. Far parte di squadre di Dragon Boat le ha dato l’occasione di farsi delle amiche meravigliose. Fin dall’inizio, vogare l’ha fatta sentire più forte, sia fisicamente che mentalmente, e perciò Sheila cercherà di stimolare tutte le donne a cui è stata diagnosticata la stessa malattia a provare questo senso di benessere. Suo marito Vern verrà con lei a Venezia e vuole vogare anche lui insieme ad amici e familiari. Dopo la Vogalonga, hanno in programma di visitare altre località del Veneto e d’Italia.

Jean Buckley
Jean Buckley è irlandese di nascita e canadese per scelta. Ha trascorso la sua adolescenza in un collegio femminile e lì si è fatta uno spirito indipendente. Dopo la laurea in medicina nel 1979, si è specializzata in radiologia. Arrivata a Vancouver nel luglio del 1985, si è subito innamorata di questa città straordinaria e a tutt’oggi vi lavora come radiologa al Vancouver General Hospital. Insieme a suo marito John, vivono tra Whistler, Vancouver e una casa sul lago e adorano viaggiare. Jean è una grande sportiva, con una vera passione per la corsa, lo sci, il nuoto, la bicicletta…
La sua vita “si è bloccata” improvvisamente nel settembre 1999 quando le è stato diagnosticato un tumore al seno. Dopo un anno di terapie e di convalescenza, nel 2001 è entrata a far parte del gruppo Abreast in a Boat (www.abreastinaboat.com), diventando da subito entusiasta di Dragon Boating. Come medico, sopravissuta al tumore del seno, e col gruppo di Abreast in a Boat è una grande sostenitrice della prevenzione, della terapia e di quella che un giorno sarà “la cura” per il tumore. Insieme a tutte le donne del mondo sopravvissute al tumore, Jean condivide i principi di una vita sana e di speranza. “La nostra “vera” gara è contro la malattia e insieme possiamo vincerla!”

Karen Carlberg
Nell’ ottobre del 2002, avevo 46 anni e mi fu diagnosticato un Tumore al Seno. In tutto ho subìto due interventi chirurgici, cicli di chemioterapia e radiazioni. Ho superato quei lunghi mesi di terapie grazie al supporto della mia famiglia e dei miei amici, specialmente mio marito Mark e le mie figlie Krista e Kathryn, che all’epoca avevano 18 e 14 anni. Durante quei lunghi mesi, sono entrati a far parte della mia vita nuovi amici stupendi. Una signora in particolare, insegnante di educazione fisica e pure sopravissuta al cancro del seno, mi consigliò di continuare con una leggera attività aerobica durante il periodo delle terapie. Oggi frequento con regolarità sessioni di aerobica e Pilates e, dal 2004, faccio parte della squadra di Dragon Boat con un gruppo di donne fantastiche! Lavoro a tempo pieno come consulente per un dipartimento del governo canadese. Nel tempo libero, mi piace cucire, lavorare a maglia, decorare la casa, fare giardinaggio e viaggiare. Ma soprattutto adoro guardare mia figlia ballare e stare con la mia famiglia.

Linda Collins
Ciao, mi chiamo Linda e non vedo l’ora di venire a Venezia e conoscere le donne italiane che ci hanno invitato alla Vogalonga 2009. Ho tre figli straordinari, tutti adulti, che vivono in varie parti del mondo. Mia figlia Zoe, la maggiore, vive a Città del Capo in Sud Africa dove è biologa. Zoe ha intenzione di raggiungermi a Venezia durante la Vogalonga, così farà il tifo per noi, andremo insieme a vedere “Madama Butterfly” alla Fenice e, insomma, ci divertiremo un mondo. Per lavoro sviluppo siti web e sono volontaria per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2010. Faccio ginnastica in palestra, scio e sono timoniera nella Dragon Boat. Nel tempo libero, inoltre, mi piace vedere parenti e amici. Oh, quasi dimenticavo: nel 2002 mi è stato diagnosticato un tumore al seno – ho perso un seno ed i capelli – poi i capelli mi sono ricresciuti più folti di prima e i medici mi hanno ricostruito un seno nuovo che è meglio dell’originale: insomma, quasi quasi ci ho guadagnato. Ormai non ci penso più. Sono troppo impegnata a cavalcare l’Onda della Vita!

Pat Cryder
Recentemente ho festeggiato i 16 anni dalla dignosi. Nel 1996 è stata per me una gioia e una sfida vogare con la squadra originale di Dragon Boat, Abreast in a Boat. In acqua, grazie all’ appoggio di quel gruppo di donne eccezionali, ho riconquistato il senso di benessere e di speranza. Ogni giorno cerco di vivere al massimo la vita: mi godo la mia famiglia (sono nonna di 5 nipoti adorabili) e gli amici, e mi dedico alle mie grandi passioni che sono la musica, il giardinaggio, la lettura, i viaggi, la ginnastica e il volontariato. Non vedo l’ora di venire a Venezia per la prima volta e di partecipare alla Vogalonga.

Carol Dale
A Carol il tumore al seno fu diagnosticato ed operato nel 1991. Carol in effetti è una delle prime cavie del Dott. Don McKenzie. Dai tempi della diagnosi e delle terapie in poi, la sua vita è stata una conquista dopo l’altra di “pietre miliari”. Nel 1996 Carol ha cominciato l’attività di Dragon Boating e da allora non si è più fermata. Nel 1999, per festeggiare i suoi sessant’anni, ha fatto trekking in Nepal. Quest’anno, per festeggiare i suoi settant’anni, col gruppo di Forza Rosa farà parte della Vogalonga di Venezia insieme alle sue amiche canadesi e italiane. In tutti questi anni, però, ci sono state molte altre ragioni per festeggiare. Da oltre quarant’anni Carol vende libri per professione ed è un’appassionata “turista in poltrona”, ora invece ha deciso di mettere in pratica questa sua passione.

Jane Frost
Nel 1996 Jane Frost, con altre 23 donne con il tumore al seno (4 delle quali saranno a Venezia), partecipò ad un esperimento medico condotto dal Dott. Don McKenzie. Questo progetto di ricerca di sei mesi, per osservare gli effetti dell’attività fisica su donne operate di tumore al seno, divenne una leggenda canadese: Abreast in A Boat. Dopo quella prima stagione, nel 1998, Jane volle far partecipare la squadra Abreast in A Boat ad un festival internazionale di Dragon Boat a Wellington in Nuova Zelanda. Come si dice: il resto è storia… Jane fu operata di tumore al seno per la prima volta nel 1986, a 36 anni, e nel 1999 le fu diagnosticata una metastasi. Grazie ai saggi consigli del Dott. McKenzie, oggi Jane considera il cancro una malattia cronica e va avanti con la sua vita. Ama viaggiare e stare con la sua famiglia e gli amici. Jane lavora a tempo pieno per il governo canadese. Il suo ruolo è condurre i negoziati diplomatici tra il Canada, di cui cura gli interessi, e gli indiani nativi (First Nations) nelle trattative di proprietà e concessioni territoriali. Jane è convinta che partecipare alla Vogalonga insieme alle squadre italiane di donne col tumore al seno sia un’occasione nuova e inconsueta per sensibilizzare il pubblico alla lotta per la vita dopo il tumore.

Jacquie Kolber
Il tumore al seno mi fu diagnosticato una prima volta nel giugno del 1983, seguito dall’asportazione di un nodulo e dalla conseguente radioterapia. Dopo una mammografia di routine nel giugno del 1992 ci fu una ricomparsa del cancro e mi asportarono un altro pezzo di seno. Va da sé che ho sempre il terrore delle mammografie, ma le faccio regolarmente, ogni anno. All’epoca della prima diagnosi i miei figli avevano rispettivamente 9, 11 e 13 anni e, come succede in questi casi, temevo che non li avrei visti diventare adulti. Per fortuna quel mio figlio tredicenne oggi ha 39 anni, è sposato e mi ha dato la gioia di due meravigliose nipotine; così come quel figlio di 9 anni oggi ne ha 34, ed ha un bambino bellissimo di tre mesi. I miei progetti a lunga scadenza sono di ballare a tutti e tre i matrimoni dei miei nipoti. Fin dalla mia diagnosi, mi sono molto impegnata nella comunità di donne col cancro al seno, qui a Toronto. Per molti anni sono stata nel consiglio di amministrazione della “Fondazione Canadese per il Tumore al Seno” e presidente della prima “CIBC Run for the Cure” (corsa sponsorizzata dalla CIBC, una delle grosse banche canadesi) di Toronto. Altri progetti sono stati: la partecipazione a “Reach to Recover” e “Cancer Connection”, la presidenza della mia squadra di Dragon Boat “Dragons Abreast” e, infine, con Jones New York, uno dei nostri sponsor, l’organizzazione di una sfilata di moda per Wellspring, un ente di sostegno ai malati di cancro.Ogni anno dico che sarà l’ultimo della mia carriera in barca, ma poi un altro viaggio meraviglioso mi si prospetta e decido di continuare per un altro anno ancora. Qualcuno ha detto Sardegna? Eccomi, sono pronta!

Gail Konantz
Sono una delle vogatrici della squadra originale di donne col tumore al seno, e credo di essere anche la più anziana e quella che ha vissuto più a lungo di tutte con il tumore, ormai 30 anni. Su 17 noduli al seno, 11 sono risultati maligni, ma ho smentito le peggiori previsioni e dato speranza a tante donne di una vita lunga e felice. Il mio motto è sempre stato “Carpe Diem con furore”!!! Insieme a mio marito, abbiamo fatto della nostra passione per i viaggi una professione e accompagnamo gruppi di persone in viaggi avventurosi sui sentieri dell’Himalaya e alla scoperta di India ed Indocina. Sono anche un’appassionata pittrice al punto che “vivo” dentro il mondo che sto dipingendo coi colori acrilici finchè la tela non è finita. Questo è il mio modo di fare meditazione. Sto anche studiando l’italiano e adoro non solo la lingua, ma anche le persone per il loro amore della vita!

Linda Collins
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